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The Divide

Recensione del libro :”The DIVIDE ” di Jason Hickel autrice Wendy Waters

Tutti dovrebbero leggere questo libro.

Solo acquisendo l’ intelligenza e la speranza che Hyckel offre noi ,come popolo, possiamo sperare di affrontare la schiacciante ondata di sfrenato consumismo che s’accompagna al cambiamento climatico ed alla crescente divisione tra i più poveri e i più ricchi del mondo. Hickel è un professore di antropologia alla London School of Economics ed il suo coraggio in questo libro-verità è sminuito solo dal fatto che egli non è, come dice, il leader di un paese in via di sviluppo. La rete di corruzione che unisce i governi dell’ Occidente è un male quanto meno appiccicoso e i vari tentativi di districarlo da parte di pochi coraggiosi leaders negli ultimi settanta anni hanno portato alla loro prematura scomparsa. Dopo aver letto questo libro sono più che mai convinta che il consumismo sfrenato sia la più grande minaccia alla nostra sopravvivenza. come Hickel indica, se noi continuiamo a produrre ed a consumare a questa scala , esuriremo le risorse ben prima della fine del secolo. E rivolgiamo l’ attenzione ai rifiuti. Già il nostro pianeta geme sotto montagne di discariche e rifiuti tossici. In accordo con questo lamento è il ticchettio della bomba ad orologeria del Cambiamento Climatico.

I nostri stili di vita e la nostra insulsa attenzione alla crescita indefinita del PIL ,ci stanno uccidendo.

In riferimento alla pag.265 del libro di Hickel ” Se l’Antico Egitto avesse cominciato con un metro cubo di patrimonio e l’ avesse aumentato del 4/5 % l’anno ,alla fine dei suoi 3000 anni di storia avrebbe avuto bisogno di 2,5 miliardi di sistemi solari per sistemare tutti i suoi possedimenti. Non ci vuole uno scienziato per capire che la crescita esponenziale indefinita è assurda, nel vero senso della parola. Immaginare che noi possiamo continuare su questo percorso è disconoscere la verità più ovvia. Come eloquentemente si espresse un giorno Sir David Attenborough : ‘ Chiunque creda che possiamo avere una crescita infinita in un pianeta finito, è un pazzo o un economista’. “

Hickel dice anche a pag. 264 ” Oggi quasi tutti i governi al mondo,ricchi o poveri che siano, sono concentrati ossessivamente sull’ unico obiettivo di aumentare la crescita del PIL” .

E’ un quadro orribile. Il nostro mondo è costruito su un insopportabile modello di avidità. Solo un folle può credere che il fatto che le nazioni cerchino di abbattere altre nazioni, in nome di interessi industriali, sia sano ed ancora siamo stati indotti a credere che la guerra sia giustificabile e che accumulare più denaro di quello che possiamo spendere in una vita sia lodevole e che mantenere sotto brevetto importanti farmaci efficaci non sia un crimine contro l’ umanità e che permettere che i nostri vicini soffrano la fame, mente noi gozzovigliamo e distruggiamo risorse sia bello dal momento che poi doniamo i nostri scarsi avanzi facendo la carità.

E’ follia.

Fortunatamente Hickel offre soluzioni praticabili: Resistenza al Debito, Democrazia Globale, Commercio Equo e Solidale, Compensi Giusti e Recupero dei Comuni. Tutto ciò è fattibile se c’è la volontà. E sono propensa a credere che un ulteriore peggioramento del clima rafforzerà la volontà di guarire il pianeta.

Ti imploro di leggere questo libro e di affrontare la verità di fronte al nostro attuale gruppo di leaders ed al sistema bancario marcio fino al midollo che tenacemente trattiene la povertà al suo livello . Di contro ci rincuora come Hickel ci lasci con la speranza che la consapevolezza stia diventando pensiero critico di massa più rapidamente di quanto pensiamo, ad opera in buona parte degli sforzi di Sir David Attemborough e della eccezionale Greta Thunberg .

I miei pensieri personali

L’ immaginazione è una potente forza di miglioramento. Immaginiamo un modo di vivere più solidale con l’ ambiente e più salutare spiritualmente. Il primo passo credo che sia RALLENTARE. Imparate a ritardare la gratificazione.Ciò significa resistere al saziare gli appetiti imposti da una vita frenetica. fermare lo shopping compulsivo, smettere di accumulare, di rimpinzarsi e di cercare una stimolazione esogena costante per alleviare la noia. Iniziate a trovare piacere in una gratificazione ritardata. Fate ad esmpio queste cose: date vita ad un giardino, rinnovate la casa con sistemi ” Fai da te”, coltivate i vostri ortaggi, leggete un libro, camminate, nuotate ,apprendete qualcosa di nuovo, abbiate reali conversazioni, rifiutate i capricci della moda sviluppando un vostro stile personale e facendo abiti da voi o scambiando vestiti con le amiche/amici e sopra ogni altra cosa mettetevi alla prova per raggiungere l’ eccellenza. Rimarrete stupiti di come vi farà star bene raggiungere l’eccellenza. Richiede tempo diventare veramente competenti e questo risultato vi guarirà dalla noia e dal bisogno di continue distrazioni.

Date un significato alla vostra vita. Distinguetevi dalla massa. Aiutate quando potete.Cominciate a conoscere i vostri vicini e scoprite di cosa hanno bisogno. Mettete alla prova la vostra mente e il vostro spirito con relazioni intelligenti con gli altri ,con voi stessi, col vostro lavoro e con il pianeta.

E sostenete le arti.

Le arti sono l’anima e la linfa vitale di una nazione, di una comunità e di una famiglia. Gli artisti sono sempre alla ricerca dell’ eccellenza se sono veri artisti. Se volete comprendere la disciplina ,guardate un danzatore che si allena, un cantante che fa la sue scale, un artista che dipinge le sue tele, uno scrittore che rielabora il suo racconto. E’ raro trovare un artista che non si prende cura della sua arte. In effetti non chiamerei artista una simile persona. Lo chiamerei scribacchino, imbrattatele e così via. I veri artisti sono un esmpio di preparazione di un mondo nuovo – un mondo in cui la eccellenza è la più alta aspirazione e posso assicurare che la produzione di massa è una maledizione per l’ eccellenza. Incoraggiate e sostenete chi produce beni di qualità nella comunità vostra ed evitate le imprese ciniche che producono in massa cibi precotti destinati ad andare a male.

Gran parte della dittatura economica che oggi penalizza il mondo, può essere privata di potere se le persone si sostengono a vicenda in una comunità solidale. In tempi di conflitti e disastri ciò accade ma noi dobbiamo far sì che ciò sia la norma e non l’eccezione. Ci è stato insegnato a competere l’ uno con l’ altro ed a servire imprese rapaci che operano in base ad un pensiero di schiavitù. Se ci mettiamo insieme non saremo così dipendenti da oligarchi senza volto.

Per trovare soluzioni è indispensabile pensare al di fuori della mentalità corrente perché nulla all’ interno di essa può offrire una soluzione.Se continuiamo sull’ attuale percorso di un PIL sempre crescente e di consumismo dilagante, distruggeremo il nostro pianeta e noi stessi. Ci è stato insegnato a dare valore alle cose sbagliate e, come sottolinea Hickel così brillantemente, molto di questo lavaggio del cervello è dovuto alla Pubblicità. E aggiungerei il culto delle celebrità. Le riviste che ci mostrano il ricco, famoso e per inciso bello, come dice Alain de Bouton, sono i portabandiera dei Modelli del Ruolo Sbagliato.

Queste persone stanno per lo più ottenendo poco e guadagnando troppo e non riescono a mostrare alla persona media quale sia la risoluzione spirituale ed il lavoro significativo. Ci sono persone in questo mondo i cui lavori li ricompensano con autostima ed influenza positiva crescente. Sir David Attenborough è uno di questi.Jason Hickel è un altro.

Vi lascerò con un pensiero finale e sono consapevole che potrebbe sembrare troppo semplicistico, ma vi prego di considerarlo: se vi sforzate di fare una differenza positiva, tutti questi problemi – cambiamento climatico, consumismo sfrenato, indifferenza globale e divisioni apparentemente insuperabili tra ricchi e poveri – saranno risolti.

Il nuovo mondo comincia da voi.

Sii te stesso; tutti gli altri personaggi hanno già un interprete.

— Oscar Wilde.

Questo è il primo articolo sul mio nuovo blog. Ho appena iniziato a mandare avanti questo nuovo blog, quindi resta sintonizzato per altre informazioni. Abbonati qui sotto per ricevere una notifica quando pubblico nuovi aggiornamenti.

Le origini del Castrum Plebis (2)

Parte Seconda

Dunque abbiamo visto come il primo nucleo fondativo della città fu costituito da una comunità di fedeli dedicata ai due martiri S. Gervasio e Protasio : La Plebs S. S. Gervasii et Protasii. La formazione di Plebes, diffusa nell’ Italia settentrionale e centrale nei territori extra urbani nel corso del V secolo e seguenti, avvenne spesso ad opera di un proprietario di latifondo che costruiva un oratorio. Successivamente il vescovo della città che aveva giurisdizione su quel territorio autorizzava l’ oratorio ad accogliere funzioni religiose, in particolare il battesimo dei fedeli. Questa organizzazione non avvenne in tempi rapidissimi, anche per il persistere delle vecchie abitudini pagane radicate dai secoli precedenti. Ma all’ inizio del VI secolo la rete delle plebes in ambito rurale era ormai consolidata. La Plebs S. Gervasii era costituita dagli abitanti di un fondo chiamato forse Veccianum, toponimo presente anche in territori vicini, ed era soggetta al vescovo della vicina città di Chiusi. Intanto il corso della storia aveva visto la fine dell’impero romano d’occidente formalmente nel 476, quando Odoacre comandante degli Ostrogoti, depose l’imperatore Romolo Augustolo e si proclamo’ Re d’ Italia. Non fu certo un evento inaspettato. Già dal V secolo i barbari erano entrati nel sistema imperiale. Erano iniziate le invasioni barbariche o per meglio dire le migrazioni dei popoli dai territori nord-orientali: Unni, Vandali, Alani e soprattutto Goti che avevano passato il Danubio ed avevano dato un primo colpo mortale all’ impero con la vittoria di Adrianopoli (odierna Bulgaria) nel 378. Gli imperatori d’ Occidente cercarono di controllare le cose dando alle popolazioni tribali degli invasori un ruolo di alleati e nominando i loro capi generali dell’ impero. In realtà nel tempo questi generali si ritrovarono comandanti dell’ esercito, fino a quando uno di loro, Odoacre, si i proclamo’ Re d’Italia. Rimaneva però ben saldo l’impero romano d’ Oriente con la nuova splendida capitale Costantinopoli.

Questi cambiamenti però non mutarono la situazione degli abitanti dei territori esterni alle città. I nuovi sovrani mantennero l’impianto amministrativo precedente. Scomparsi ormai da tempo i latifondi senatoriali, l’ attività agricola e pastorale continuava su fondi più piccoli, non più intorno alla grande villa padronale ad impianto schiavistico, ma utilizzando coloni che erano persone libere anche se soggette all’ arbitrio dei proprietari, che però non potevano rinunciare al loro prezioso lavoro.

Le origini del Castrum Plebis

Parte Prima

Dico subito che non sono mai state fatte ricerche archeologiche significative, nè esistono documenti affidabili che facciano menzione del Castrum Plebis prima dei documenti di “sottomissione “ad Orvieto prima e poi a Perugia. Ma siamo già alla fine del XII secolo in piena età comunale. Questo non ci aiuta a capire le origini. […]

Le origini del Castrum Plebis — Castrum Plebis

Il senso della vita

Ho passato i 65 ed ogni giorno comincio la giornata con la morte in tasca. Dopo aver passato molto tempo a pensare ad essa prima di dormire, sono giunto a delle conclusioni per me soddisfacenti. Siamo nel campo dell’ ignoto assoluto, per cui ciascuno può credere a quello che più gli aggrada. Personalmente penso che dopo la morte non ci sia resurrezione dei corpi, né reincarnazione né alcuna cosa che possa essere avvicinata alla vita. Si passerà ad uno stato che non possiamo figurarci, però non posso pensare che la nostra vita sia stata inutile. Io credo che ciascuno di noi avrà contribuito all’ evoluzione della specie “uomo” che in fede vedo destinata ad avvicinarsi a Dio. Questo mi permette di dare un senso alla vita come”contributo ad una evoluzione positiva se avremo operato in conformità alla nostra visione etica”. Do per scontato che ciascuno sappia cosa è bene e cosa è male secondo un orientamento in parte innato e soprattutto strutturato durante la propria esistenza. La mia etica si è formata sul cristianesimo occidentale che trova la sua massima espressione nell’amore per il prossimo. Credo anche in Dio creatore e spirito che avvolge il creato. Vedo anche tanta sofferenza in tante parti del mondo, ma anche nella mia vita normale di ogni giorno. Se mi guardo intorno vedo molta a gente che è malata, che ha patito lutti recenti, che ha grosse difficoltà economiche. Ma penso che tutti abbiamo a che fare con il dolore, però credo anche che Dio sia buono per cui la sofferenza è forse un passaggio necessario. Riuscite ad immaginare un mondo perfetto che rimanga tale per un tempo indefinito? Del resto anche gli animali mi sembrano destinati ad una vita terribile, sempre alla ricerca di cibo, una specie costretta a uccidere un’altra per mangiare e sopravvivere. Certo non per malvagità, ma quando vedo una preda azzannata o una mamma che vede la morte del suo piccolo, credo che stiano soffrendo. Come se la sofferenza e la morte siano compagne perenni della vita. Ciò non significa che queste cose uno debba andarsele a cercare, ma la felicità non è un diritto quanto piuttosto un evento occasionale ed effimero. Questo indipendentemente dalla ricchezza posseduta. Chi è ricco può allontanare i disagi, le preoccupazioni, le malattie scaricando queste cose negative sui meno abbienti. Ma questo non significa essere felici. Certamente lo è di più chi dimostra solidarietà verso chi soffre.

Resilienza

Questa parola è ormai entrata nell’ uso comune sino ad essere usata in modo molto approssimativo e confusa con resistenza che è un termine vago perché si può resistere in molti modi.

La parola resilienza deriva dal latino “resiliens” participio presente del verbo “resilire” : saltare all’ indietro, rimbalzare. Già si intuisce che la resilienza è un modo particolare di resistere. Inizialmente, sino a pochi anni fa , il termine veniva usato esclusivamente per descrivere una proprietà meccanica di una lega metallica : la resistenza all’ urto. La resilienza di un materiale viene testata in laboratorio e quantificata da un dato numerico K, che misura la quantità di energia assorbita da una barretta durante l’azione di rottura provocata da una massa che le piomba addosso su una particolare macchina denominata Pendolo di Charpy.

smart

Minore è l’altezza di risalita del pendolo dopo aver spezzato la provetta, maggiore è l’energia assorbita.

Dunque la resilienza è la resistenza all’urto di un materiale. Dopo il 2000 la parola è stata utilizzata in psicologia per esprimere la capacità di reagire ad un evento fortemente negativo ed inaspettato. Questa capacità fa parte del carattere ed implica duttilità, pazienza, empatia. Aspetti della personalità che possono essere acquisiti esercitandoli nel tempo. Occorre diventare flessibili anche se questo può farci sentire deboli. Non è diventando aggressivi che si superano certe ferite. Penso ad una profonda delusione sentimentale. La cosa più sbagliata è cercare un impossibile riavvicinamento

o peggio immaginare una vendetta. Bisogna essere capaci di soffrire ed accettare i fatti. Non serve rimuginare per giorni cercando di capire. Non c è niente da capire. Occorre cercare distrazioni e se questo non riesce subito è meglio star soli e rilassarsi, far fluire tutti i pensieri liberamente mentre i muscoli si distendono. Panta rei. Il mondo è fuori che ti aspetta.

Anche un popolo può avere resilienza o no. E questo dipende dalla sua storia. Il Covid 19 sta mettendo alla prova molte nazioni. La solidarietà tra le persone e l’attitudine al sacrificio saranno fondamentali. Le resilienze dei singoli dovranno unirsi affinché alla fine ci si possa “tirare indietro” da questa triste situazione.

Pardon

I beg your pardon. “Poem” is the traslation of the first 12 verses of *Tamar and Amnon*by Federico Garcia Lorca. I want to understand if a poem written in a neo-latin language can be translated in english language without losing its expressive strength. Tell me if you appreciated “Poem”.

Poem

The moon turns in the sky

Over the waterless fields

While the summer sows

Murmurs of tigers and flame.

On the top of the roofs

Metallic nerves were sounding.

Corrugated wind was coming

With far blates of wool.

The land offers herself

Full of healed wounds

Or affected by sharp

Cauteries of white light.

Le origini del Castrum Plebis (1)

PARTE PRIMA

Dico subito che non sono mai state fatte ricerche archeologiche significative, nè esistono documenti affidabili che facciano menzione del Castrum Plebis prima dei documenti di “sottomissione “ad Orvieto prima e poi a Perugia. Ma siamo già alla fine del XII secolo in piena età comunale. Questo non ci aiuta a capire le origini. In realtà abbiamo solo due toponimi CASTRUM e PLEBS . Ripercorrendo la storia di questi termini e la modificazione del loro significato nel tempo, inserendolo nella storia degli eventi che hanno caratterizzato l’ Italia centrale nei secoli sino al 1000,vorremmo tentare una ricostruzione plausibile di come si sia giunti alla formazione del Castrum Plebis come spunto costruttivo offerto ad altri per un lavoro più “scientifico”.

La storia e i documenti non ci consentono, come vedremo, di ipotizzare una struttura fortificata che si potesse definire CASTRUM prima del periodo del diffuso incastellamento nell’ Italia Centro-Settentrionale nei secoli IX e X.

Allora partiremo dal termine PLEBS che ci consente una più ampia riflessione nell’ ambito dell’ evoluzione del ” sistema della cura d’ anime” che si andò perfezionando a partire dal V secolo.

Si sa che il Cristianesimo, proveniendo dal Medio Oriente ,arrivò in Italia, dapprima a Roma e nelle Città dislocate lungo le principali vie di comunicazione , dove si mescolò ai numerosi culti allora presenti nell’ impero. Dopo Costantino e Teodosio nel IV secolo la religione cristiana divenne religione ufficiale nell’ impero e così ebbe modo di diffondersi lentamente anche nelle zone rurali dove le persistenze pagane erano ancora ben radicate. Non a caso “pagano” deriva da “pagus”,circoscrizione territoriale sotto il controllo della città.

Nelle campagne il cristianesimo giunse all’ inizio del V secolo per impulso di possidenti cristianizzati che, sollecitati dai vescovi, ebbero il compito di trasmettere la fede a chi lavorava nelle loro proprietà. Molto attivo fu il vescovo di Milano Ambrogio che svolse la sua attività pastorale anche a Firenze e Roma. Nel colle pievese si formò la Plebs SS.Gervasii et Protasii dedicata ai due martiri cristiani di cui il vescovo Ambrogio aveva rinvenuto i corpi a Milano nel 386. All’ epoca Plebs significa “popolo devoto”.

Parallelamente numerose plebes sorsero in tutta l’ Italia centro-settentrionale. Gia ai tempi di Papa Gelasio I ,fine del V secolo, il sistema della cura d’ anime era praticamente consolidato. Nelle città era insediato il vescovo, che aveva il controllo sulle plebs delle località circostanti, affidate ad un prete che operava nel territorio pertinente ad una “Ecclesia Baptismalis” dove il vescovo si recava in occasione di Battesimo e Cresima.

ONE CHANCE ON THE EARTH

You gave me the opportunity to know your works. A precious gift. Your works are a mine of emotions. I will find time to see all. For one I appreciated the song ONE CHANCE ON THE EARTH in which, also if I don’t understand all words, I feel deep nostalgia for inviolate Earth but also faith to save the Planet. Finally the singer, a real pleasant surprice. Grazie